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Archivio per la categoria ‘Classica’

ANTONELLA ROMANAZZI «MAGNIFICAT»

Musiche di Pergolesi, Vivaldi, Roberto Carnaghi

Antonella Romamazzi, soprano
Coro da Camera Sine Nomine – Varese
Orchestra «Il diletto moderno»

Marco Cadario, organo continuo
Giuseppe Reggiori, direttore

1 cd SONITUS SON 183/17

Interpretazione: ****
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E’ fresco di stampa un pregevole disco al quale hanno lavorato artisti e studiosi del territorio Varesino e Varesotto, cd edito dalla «Sonitus» edizioni musicali e discografiche, la cui sede è a Monvalle. Registrato presso la Chiesa di San Vito Martire in Bogno di Besozzo, si tratta di un ottimo prodotto di alta divulgazione musicale, con pagine di sicuro effetto e di non comune eleganza, tanto nella scrittura, quanto nell’interpretazione degli artisti coinvolti.
«Magnificat», il titolo del cd, presenta tre notevoli pagine di musica sacra: Pergolesi, Vivaldi, ed una prima assoluta, il «Magnificat» di Roberto Carnaghi, musicista, musico terapeuta e compositore nato a Varese nel 1964, noto quale maestro collaboratore della Scuola e del Corpo di ballo del Teatro alla Scala fino al 1992, e per l’attività di curatore di materiale didattico musicale per bambini ed attivo direttore artistico e docente della «Children musical School – La compagnia della Cioccolata calda» di Milano.
Il soprano Antonella Romanazzi, il Coro da Camera «Sine Nomine» città di Varese e l’Orchestra «Il diletto moderno» diretti da Giuseppe Reggiori, Marco Cadario all’organo ci regalano quasi un’ora di musica d’alta qualità, mentre presentazione storica e guida all’ascolto sono curate da Bruno Belli.
L’attività di Giuseppe Reggiori e dei suoi cori ed orchestra è originalissima e notoriamente impegnativa: l’orchestra è formata da musicisti professionisti che suonano strumenti d’epoca o copie filologiche, la cui attività non solo si limita all’Italia, ma giunge di norma all’estero (Varsavia, Amburgo, Milano, Lugano, Boston, solo a titolo d’esempio).
Antonella Romanazzi, soprano lirico leggero, svolge l’attività in Italia ed all’estero: si segnalano la partecipazione ad appuntamenti quali il «Virginia Festival» negli USA, i cui concerti sono trasmessi regolarmente dall’emittente californiana KCOM TV, alla tournèe Svizzera di una produzione de «L’occasione fa il ladro» di Rossini nel 2012, alla stagione estiva dell’Opera Giocosa di Savona organizzata dal Teatro «Chiabrera», con particolari collaborazioni continue con artisti di fama come Fabrizio Meloni (primo clarinetto della Scala), il trombettista Gabriele Cassone e l’oboista Luca Avanzi (già primo Oboe del Teatro alla Scala e dell’Orchestra Nazionale di Santa Cecilia).
Per quanto riguarda il programma del cd, come scrive Bruno Belli nelle note, «esiste una sorta di «ponte musicale» tra la musica barocca e la pagina di Carnaghi: il «Magnificat» per soprano, coro ed orchestra, in prima incisione assoluta, è il brano di maggiore respiro, composizione che «suddivisa in nove sezioni, pur nell’originalità artistica, getta un ponte ideale che la collega direttamente con le pagine barocche».
Aggiunge quindi Belli a proposito della “prima assoluta”: «Il «Magnificat» iniziale, un movimento in tempo “allegro”, nel quale il soprano solista ed il coro dialogano, imposta lo spirito del brano, che è costruito da Carnaghi con mano sicura: si caratterizza, infatti, da un’eccezionale coesione tra le parti, sostenute da nobile e fresca ispirazione, nella scelta di intonare l’esaltazione mariana mediante una sorta di ampia e rasserenante cantilena, frutto della certezza della guida divina cui Maria si affida. Segue un gruppo di quattro movimenti saldati tra loro mediante tempi in “adagio” ed in “andante”, caratterizzati da un’atmosfera serena e cullante: ognuno di essi consta di una bella introduzione cui s’inseriscono, sempre in forma dialogica, il soprano solista ed il coro. Mediante un attacco marcato si apre il quinto movimento, il «Fecit potentiam»: l’immagine dei superbi sbaragliati dalla potenza dell’amore divino assume forma plastica grazie all’incisività delle frasi musicali di voci e di orchestra. Si tratta dell’unico, breve turbamento nella serenità armonica e melodica della composizione che, nei numeri successivi, torna alla semplice nobiltà di un canto diretto, privo di ogni orpello, essenziale, solido, efficace sino al luminoso unisono finale».
Un cd interessantissimo, quindi, che propone, come dicevamo anche il mottetto «Nulla in mundo pax sincera» per soprano, archi e basso continuo RV 630 di Antonio Vivaldi, sicuramente una delle più belle composizioni sacre composte per voce solista dall’autore ed un’assoluta rarità, il «Salmo CXXI (CXXII) «Laetatus sum» per soprano, archi e continuo P.69, pagina che, come scrive sempre Bruno Belli nella guida all’ascolto, «fa parte di un gruppo di composizioni d’attribuzione incerta a Giovanni Battista Pergolesi, artista il cui nome, lungo il XVIII secolo, fu sinonimo di qualità artistiche tali da essere indicato, soprattutto dagli editori con sede ad Amsterdam, come autore di un gruppo vastissimo di brani musicali apocrifi.
La partitura manoscritta del salmo, che qui si presenta nella revisione di Franco Trinca, pagina di mano di un copista, è conservata presso la Biblioteca dell’Istituto musicale «Briccialdi» di Terni… Suddivisa in sette sezioni, è una pagina che, chiunque ne sia l’autore, presenta notevoli pregi, per la bellezza dei temi e per il sicuro “mestiere” che ne crea l’impalcatura. In particolar modo, si segnalano il primo numero «Laetatus sum», il vario recitativo (n.4) «Quia illic sederunt» e la nobiltà del largo «Gloria Patri» (n.6), cui segue un brillante «presto assai» (n.7) che permette all’interprete di sfoggiare al meglio le proprie doti canore».
Ed, infatti, le doti canore di Antonella Romanazzi si esprimono al massimo grado, tramite il canto sempre misurato ed elegante, grazie ad un perfetto controllo del fiato che permette un’emissione regolare nei diversi registri, sebbene un po’ meno saldo risulti quello grave, cosicchè il fraseggio è sempre vario, la dizione scolpita, l’intonazione sicura.
Completa l’ottima realizzazione la simbiosi che si percepisce tra il soprano, il coro e l’orchestra, guidati da Reggiori con mano sicura, con taglio nobile ed elegante, per una visione che non trascuri i dettagli della partitura, ma, al tempo stesso, vivifichi le pagine in un continuo pulsare ritmico di colori e di sonorità d’ampio respiro che tracciano un’interpretazione plastica ed adamantina.
L.B.

VIAGGIO NEL 700 ITALIANO

sull’Organo «Domenico Antonio Rossi» (1783) dell’Eremo di Santa Caterina del Sasso (Va)

MARCO CADARIO, organo

1 cd SONITUS SON 180/17

Interpretazione: *****

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Tra i luoghi più importanti per la cultura e la storia del territorio varesino, l’Eremo di Santa Caterina del Sasso svolge un ruolo predominante: luogo particolare in cui convivono lo spirito religioso, il naturalistico e l’artistico. Nell’autentico gioiello rappresentato dall’Eremo è conservato uno strumento prezioso che ha svolto diversi ruoli nella storia, dall’accompagnamento delle funzioni liturgiche al mero concerto d’intrattenimento: si tratta di un organo del 1783, costruito dal napoletano Domenico Antonio Rossi «organaro della Reale Cappella di Sua Maestà», secondo la qualifica espressa in latino che si trova anche impressa nello strumento cateriniano. Rossi rivestì l’incarico di Organaro della Reale Cappella dal 10 giugno 1761 al 5 gennaio 1789, regnanti prima Carlo, quindi Ferdinando IV di Borbone.

Questo prezioso e antico «organo positivo» di scuola napoletana è racchiuso in cassa riccamente ornata a motivi floreali, con dorature, presenta un prospetto suddiviso in tre campate di complessive diciannove canne disposte a cuspide. La tastiera è di quarantacinque note (Do1-Do5) con prima ottava corta. I «diatonici», placcati in bosso con incisioni, sono dotati di frontalini a chiocciola in bosso. I «cromatici» sono in ebano con filetto centrale in bosso. Non possiede pedaliera. Sulle portelle inferiori, che chiudono la cassa mantici, un elegante cartiglio riporta l’iscrizione «Dominicus Antonius Rossi Neapolitanus Regiae Cappellae Suae Majestatis Organarius Fecit A D 1783», come prima accennato.

L’organo, acquistato dal «Lions Club Laveno Mombello Santa Caterina del Sasso», associazione tuttora proprietaria dell’organo, nell’aprile 1989 dal professor Piazza di Schio che in precedenza aveva provveduto al restauro, contava già un restauro precedente, effettuato da Serafino Volpini di Arre per la cassa lignea e da Alfredo Piccinelli di Padova per la parte “tecnica”.

Il rimontaggio nel sito dell’Eremo è stato eseguito dalla ditta Mascioni che ha provveduto negli anni successivi alla manutenzione ordinaria come  necessario, fino a due interventi importanti nell’autunno 2008: restauro della cassa lignea, (a carico degli stessi Lions) effettuato da Marialuisa Lucini di Somma Lombardo e delle parti tecniche dell’organo, (a carico della Provincia), per opera di Francesco Cortinovis  di Bergamo

Proprio Marco Cadario, per l’occasione de tradizionale Concerto di primavera, in questo 2017 che vede il Centenario del Lions Club, ha tenuto un apprezzato programma del quale cd è la naturale espressione che completa questo ritrovato prezioso oggetto musicale che ci auguriamo possa nuovamente tornare ad offrire concerti con maggiore frequenza.

Marco Cadario, pianista, fortepianista ed organista, grazie alla sua esperienza storica nei riguardi della letteratura per tastiera tra il XVIII ed il XIX secolo, letteratura che, sovente, i maestri dell’epoca dedicavano indifferentemente al fortepiano o all’organo, offre un viaggio, per rifarci al titolo del cd, attraverso alcuni importanti esponenti italiani appartenenti alle scuole «Napoletana», «Veneziana» e «Toscana» gravitanti attorno alla metà del secolo XVIII, avendo operato una scelta che particolarmente si adatta alle possibilità canore dello strumento.

Francesco Durante, Giacomo Insanguine e Giovanni Battista Pergolesi rappresentano, così, alcune delle massime espressioni della letteratura per tastiera che Napoli abbia prodotto: il caso di Pergolesi, la «Sonata in fa maggiore», unica certamente autentica tra quelle attribuitegli, manifesta apertamente lo stile dell’epoca, il quale subiva direttamente l’influsso del melodramma, in rapporto al quale, le pagine di Durante, votato completamente, invece, alla musica strumentale, dimostrano un più ortodosso stile “chiesistico”.

Con le due Sonate di Giovanni Battista Pescetti, maestro di Cappella in San Marco a Venezia, ci si accosta all’espressività della scuola veneziana, con uno stile più vicino ormai al «Rococò» che al vero e proprio Barocco, tanto che lo stesso Galuppi, di cui Cadario esegue magistralmente la Sonata V in sol maggiore destinata tanto al cembalo quanto all’organo, si presenta quale compositore di transizione verso la scuola del classicismo viennese, che fu in diretto rapporto con compositori italiani e, soprattutto formatisi nella «Laguna veneta» (Galuppi, Salieri, Luchesi, ecc.)

Marco Cadario porge all’ascoltatore queste ottime pagine, sempre di eccellente fattura artistica, con massima trasparenza dei piani sonori, con pulizia e nettezza dei contorni sicché si ascolta il canto dello strumento nella sua pienezza, come avviene, ad esempio, nella particolare «Sonata per organo a guisa di banda militare che suona una marcia» del toscano Giuseppe Gherardeschi che attesta «la pregevole trasparenza sonora dell’organo» come scrive Mario Manzin nelle note di copertina che accompagnano il cd.

Bruno Belli

XXII° CONCORSO INTERNAZIONALE di canto Voci Nuove per la Lirica “Gaetano Fraschini”

13 Settembre 2017 Nessun commento

PAVIA: XXII° CONCORSO INTERNAZIONALE di canto Voci Nuove per la Lirica “Gaetano Fraschini”, organizzato dal Circolo Pavia Lirica nei giorni 10, 11 e 12 novembre 2017. 
Il Concorso è aperto a tutti i candidati di qualsiasi nazionalità che alla data del 10 novembre 2017
abbiano raggiunto il 18° anno di età e che siano nati dal 1 Gennaio 1980 compreso, in poi.

I candidati dovranno far pervenire la loro domanda d’iscrizione al Circolo organizzatore
entro il 9 novembre 2017, unitamente alla quota di iscrizione di € 80,00.

Le selezioni avverranno i giorni 10 e 11 novembre 2017 presso la sede del Circolo Pavia Lirica
in Pavia, Viale Lungoticino Sforza 40 alle ore 10.00, a porte chiuse.
La semifinale avverà il giorno 12 novembre 2017 alle ore 10.00
presso il “Teatro Gaetano Fraschini” di Pavia a porte chiuse.
La finale avverrà il giorno 12 novembre 2017 alle ore 16.30
presso il “Teatro Gaetano Fraschini” di Pavia in presenza del pubblico.

Sono previsti i seguenti premi:
1° classificato € 2.500,00
2° classificato € 1.500,00
3° classificato € 1.000,00
Premio speciale “Gaetano Fraschini” di € 500,00 messo a disposizione dal Lions Cilavegna Sant’Anna da assegnare al miglior tenore per l’interpretazione di brani cantati dal tenore pavese Gaetano Fraschini, descritti all’art. 6 del Regolamento.

Il Circolo Pavia Lirica si riserva di selezionare, tra i finalisti del Concorso, interpreti per opere
o concerti, da attuarsi nella prossima stagione lirica nei Teatri della Provincia di Pavia.
Copia del Regolamento e scheda d’iscrizione sono disponibili presso le Segreterie dei Conservatori Musicali, i Teatri, i Maestri di Canto, la sede del Circolo Pavia Lirica o scaricabili dal sito internet www.pavialirica.it (sezione Concorsi-Iscrizioni).

Per informazioni: Circolo Pavia Lirica – info@pavialirica.it – www.pavialirica.it
Alberto Campari 339 4526565 – Giuseppe Lisca 333 2001317

VARESE: I TEATRI MAI NATI, I TEATRI MAI RISORTI

GIOVANNI ZAPPALA’, Prefazione di Bruno Belli.

Pagg. 63, con numerose foto in b/n.

«Macchione Editore», Varese, 2017

Sembrerà strano ai più, ma la vita teatrale varesina fu molto attiva tra la fine del XVIII secolo ed i primi anni del Novecento, tanto che la cittadina vide l’edificazione di ben due teatri (però, già dal 1776 sono attestate tre stagioni teatrali ricoverate in diversi edifici), il «Ducale», che operò tra il 1779 ed il 1790, ed il «Sociale» che fu attivo tra il 1791 ed il 1930 per essere, infine, demolito nel 1953. Importantissima fu, poi, la vita del «Sociale» che ebbe stretti rapporti con la Scala, soprattutto grazie alla gestione di Bartolomeo Merelli (chi volesse avere notizie può affidarsi al mio volume «Il Teatro Sociale di Varese nell’Ottocento», Varese 2003, reperibile, tra l’altro, presso la Biblioteca civica della città oppure presso quella del «DAMS» di Bologna).

Ora, è fresco di stampa quest’ottimo volumetto di Giovanni Zappalà, cui sono grato di avermi coinvolto per la prefazione, saggio che, partendo dalla demolizione del Teatro Sociale racconta settanta anni di vita varesina attraverso il progetto di ben 5 teatri che, però, non hanno mai veduto la luce.

Con opportuni riferimenti alla società della cittadina lombarda, all’analisi delle varie vicissitudini che hanno visto progetti e “rimandi”, “cancellazioni”, interesse e disinteresse, Zappalà, con particolare attenzione all’analisi del tessuto urbano, pone un’interessante e ponderata riflessione non solo storica, ma soprattutto sul valore dell’interazione che la vita teatrale delle città possa avere con la popolazione.

Si tratta di un breve saggio, agevole, facilmente leggibile, alla portata tanto di studiosi quanto di semplici appassionati che permette di assistere allo strano ed interlocutorio rapporto che Varese ha sempre avuto con il mondo del teatro, soprattutto operistico giacché in Italia nel secolo XIX è il melodramma con cui s’identifica, per lo più, la vita teatrale.

Il volume sarà presentato con l’autore il prossimo 28 settembre, presso la «Biblioteca Civica di Varese» – Via Sacco – alle ore 18,00 (ingresso libero).

 

Bruno Belli.

 

Per invitare alla lettura dell’intero volume, riportiamo qui di seguito la «Prefazione»:

«Particolarmente utile per comprendere alcune “ferite” inferte a Varese durante la storia locale è quest’agile studio di Giovanni Zappalà, che sceglie di percorrere la strada dei teatri edificati quindi abbattuti, di seguito richiamati a gran voce, come esito di “buon governo”, quindi progettati, però, purtroppo, mai realizzati.

Ritengo che un Teatro cittadino attesti il grado di maturazione civile di un “popolo”, purché esso stesso sia la rappresentazione delle ambizioni e dei risultati ottenuti nell’ambito della qualità di vita offerta agli abitanti del luogo.

Varese ebbe un rapporto interlocutorio e contradditorio con i Teatri: la popolazione “autoctona”, forse, non li ha mai sentiti come propri, tanto che, nel 1953, quando l’Amministrazione comunale decise di demolire il Teatro Sociale, che pure aveva svolto nell’ambito dell’attività culturale varesina un ruolo di primo piano, quando, non forse l’unico baluardo della “cultura” e dello “spettacolo” indigeno (si contano, nella storia delle stesso, episodi che concorrono alla formazione della vita operistica Ottocentesca italiana, si badi bene), non ci fu una “reazione” adeguata all’atto barbarico che decretava la cancellazione completa di almeno due terzi della storia culturale della città.

I Varesini probabilmente non compresero il valore che il «Ducale», prima, ed il «Sociale», poi, rappresentavano per una città che vide offrire al pubblico spettacoli di lirica e di prosa, concerti, «accademie» e balletti tra il 1779 ed il 1930: la città, divenuta Capoluogo di Provincia, scelse di gestire un territorio allora volto alle conquiste della tecnica e dell’industria, negando ogni possibilità strutturale al mondo dell’Arte, in tal modo rinsaldando le fondamenta per la caduta del settore, oggi di colore grigio scuro nell’ambito locale. Infatti, cessato il ruolo di «provincia industriale e operosa» a fronte della crisi economica, assistiamo alla proliferazione di aree abbandonate, senza che si sia in grado di percorrere la strada alternativa che si sarebbe dovuta tracciare “a priori”: investire per diventare un reale faro culturale e turistico, soltanto se si fosse voluto conservare il peculiare patrimonio che Varese e circondario offrivano, un valore concreto.

Teatro per una stretta nobiltà, quindi, per lo più rappresentata dai maggiorenti milanesi e dal duca Francesco III  d’Este fu inteso il Ducale, situato nell’ex Convento dei Padri di San Girolamo (oggi circa tra Piazza Repubblica e Via Avegno), considerato dai «buoni villici» (Varese era, alla fine del XVIII secolo una città dedita all’agricoltura), un luogo per divertimenti da offrire a «stranieri» ed a «villeggianti».  Con la medesima ottica fu concepito dai Varesini il Sociale, nonostante centotrentanove anni di attività, gestito ed amministrato da una «Società di palchettisti» che si componeva, per almeno due terzi, da notabili milanesi.

Il Teatro varesino non fu concepito ed inteso come parte dello scheletro che regge la forma di un tessuto sociale composto di differenti esigenze ed ambizioni, ma piuttosto come un oggetto “utile” allo svago dei villeggianti: in tal senso, dopo le due guerre, ridottasi l’attività “turistica”, era divenuto soltanto il fatiscente edificio nel centro cittadino da eliminare e sostituire con un più “concreto” alveare per uffici e famiglie.

Ad ogni proposta per un nuovo teatro, esigenza sentita sempre di più con l’aumentare della popolazione, gran parte proveniente dal resto d’Italia, non ci fu alcuna amministrazione che s’interessasse realmente non solo della costruzione, ma anche della gestione (di qualunque tipo: pubblica, privata, o sintesi tra pubblico e privato).

Il libro di Giovanni Zappalà, pertanto, giacché il «Presente» ed il «Futuro» si costruiscono in relazione al «Passato», è un monito per accostarsi ad eventuali nuovi progetti per un Teatro cittadino con la consapevolezza che esso non sia soltanto un edificio da riempire in qualche modo, agendo sull’intera piazza Repubblica, ma il cuore pulsante che «interagisca» con la città stessa, un «centro polivalente» del mondo culturale, per evitare di elevare così un’eventuale «cattedrale nel deserto».

Bruno Belli.


«UN FESTIVAL DI GIOVANI PER DIALOGHI BAROCCHI»


Intervista ad ANDREA CASTELLO, direttore artistico di «VICENZA IN LIRICA»

Abbiamo avuto il piacere di un approfondimento con il maestro Andrea Castello, fondatore dell’Associazione «Concetto Armonico» ed ideatore del Festival «Vicenza in Lirica», giunto alla 5ª Edizione che si svolgerà dal 26 agosto al 9 settembre 2017.

Gli appuntamenti, che ruotano attorno al tema «Dialoghi barocchi» pur con delle eccezioni, si aprono con un evento dedicato al baritono Leo Nucci che, nell’occasione dei festeggiamenti per i 50 anni di carriera, riceverà presso il Teatro Olimpico, cuore della rassegna, il Premio che l’Associazione «Concetto armonico» conferisce agli artisti: prima del grande cantante emiliano, il riconoscimento è stato dato a Juan Pons (2015) ed a Bernadette Manca di Nissa (2016).

Come ha avuto inizio il progetto «Vincenza in Lirica»?

Oltre che presidente dell’associazione «Concetto Armonico», sono un cantante lirico ed ho creduto importante rendere concreta l’opportunità per le “giovani voci” di potere partecipare a delle masterclasses professionali con l’opportunità dello sbocco in palcoscenico, giacché un conto è lo studio del canto, pur approfondito nella tecnica e nell’esperienza vocale, un altro l’affrontare il palcoscenico.

Così, abbiamo cominciato con l’organizzare delle masterclasses con un concerto conclusivo, grazie alla risposta positiva che abbiamo ricevuto dalle «Gallerie di Italia», sede di Vicenza, per il sostegno del progetto. Siccome c’è stata un’ottima risposta anche da parte del pubblico, dal 2013 ho proseguito nell’intento di porre a contatto giovani voci e professionisti affermati accanto alle “grandi voci” che possano trasmettere la loro esperienza professionale proprio per come affrontare il palcoscenico.

C’è un filo conduttore della rassegna per ogni anno?  

Proprio da quest’anno, con «Dialoghi barocchi» che intendo proporre anche in seguito, mi sono prefissato di tenere una linea guida che identifichi il Festival con la città di Vicenza, proprio nel tipo di proposte. Infatti, il repertorio barocco è particolarmente indicato e confacente alla sede del Teatro Olimpico, questa grande scena naturale che si presta, per l’epoca della costruzione, alla musica dei secoli XVII e XVIII. Quest’anno, poi, l’occasione calzava a pennello grazie al fatto che cadono i 450 anni dalla nascita di Monteverdi: «L’Orfeo» è l’opera in programma e, per la conclusione del Festival, sarà «L’Estro armonico» di Vivaldi il protagonista, grazie alla collaborazione che abbiamo da qualche anno con il Conservatorio «G. Verdi» di Milano. Per l’occasione della nuova edizione critica di questa raccolta vivaldiana che segna un punto di svolta nella carriera del celebre compositore e l’inizio della sua affermazione europea, il «Laboratorio Orchestra d’Archi del Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano» orchestra guidata da Cinzia Barbagelata e dal maestro di concerto Mariateresa Amenduni, ci offrirà l’interpretazione dell’opera.

Come avete “costruito” la rappresentazione dell’«Orfeo» di Monteverdi?  

Si sono tenute specifiche audizioni per l’opera, nelle quali si sono ascoltati cantanti italiani ed europei quasi tutti molto preparati e con un alto profilo professionale. Abbiamo scelto tra questi un gruppo di artisti che potesse essere valido tanto sul piano vocale che di quello scenico: per quanto riguarda il lavoro delle prove, i cantanti saranno appositamente seguiti dal soprano Gemma Bertagnolli.

Mi sono permesso di curare direttamente la regia dell’opera, cercando di non forzare nulla di quanto debba avvenire che non sia già espresso da testo, musica ed indicazioni librettistiche, per non stravolgere i personaggi e per fare in modo che ogni cantante entri nella parte come trasformandosi nel personaggio stesso. Il cantante, così, proporrà una lettura del personaggio. Ho tenuto conto anche del fatto che il coro sarà affidato alla «Schola S. Rocco» diretto da Francesco Erle, compagine specializzata nel repertorio dell’epoca, per quanto riguarda la restante parte musicale.

Inoltre, questa lettura mi era utile perché ci sarà una particolare interazione con una scenografia virtuale nella quale saranno proiettate fotografie originali della Vicenza sventrata dalla seconda guerra mondiale, tratte dell’Archivio «Neri Pozza», grazie al lavoro svolto dal professor Mauro Zocchetta, dell’«Accademia delle Belle Arti di Venezia». Queste incisioni saranno proiettate mediante una tecnica ideata e curata dalla «Zebra Mapping», della quale parlo non certo per fare proselitismo, ma perché si tratta di un gruppo vicentino: il fatto dimostra che è mio interesse promuovere con il Festival le migliori realtà del territorio per conferire ad esso ancora maggiore valore e appetibilità da un punto di vista del turismo culturale che può giungere per il Festival stesso.

Altri appuntamenti particolari, entro l’articolato calendario?

Senza dubbio, vale la pena segnalare un altro appuntamento con l’opera, l’8 settembre, per la proposta della musica nei cortili delle residenze. Infatti, presso Palazzo Leoni Montanari di «Gallerie d’Italia», nel cortile, andranno in scena i due intermezzi «La Finta tedesca» di Hasse e «La Dirindina» di Scarlatti.

Saranno interpreti i solisti scelti dal Concorso «Spiros Argiris» del Sarzana Opera Festival, con gli archi dell’Orchestra sinfonica dei Colli Morenici, diretta da Gianluigi Dettori.

L’appuntamento dimostra come ritenga fondamentale la collaborazione e la cooperazione con altre realtà artistiche, soprattutto in questi periodi nei quali non è facile reperibilità di fondi: in tal modo si possono costruire spettacoli ed appuntamenti di qualità, “scambiando” le diverse professionalità di cui il territorio italiano è disseminato.

Inoltre, portare la musica nei cortili, fuori del teatro e delle sale da concerto, diventa anche un modo principale per interagire con la città stessa. Molti commercianti, così, allestiscono vetrine in tema, ci saranno anche personaggi in costume nella città, per accostare non solo gli appassionati, ma anche chi non si è mai avvicinato alla musica classica, insinuando curiosità.  Ho avuto esperienza diretta, quando molti giovani che non avevano mai seguito musica lirica, sono entrati in contatto con la stessa grazie a momenti del Festival e ne sono rimasti realmente emozionati, quasi scoprissero una nuova realtà.

Altro momento sicuramente di spicco sarà il 2 settembre, al Teatro Olimpico con «Russia, tra favola e realtà» che proporrà alcune delle più belle pagine dei compositori russi in uno spettacolo di danza, canto e parola che racconta una Russia reale e una fiabesca grazie all’intervento di due primi ballerini del Teatro Bolshoi di Mosca, Anastasia Stashkevich e Vyacheslav Lopatin, del mezzosoprano Victoria Lyamina e da una voce recitata. Sarà un momento dove si attuerà la commistione diretta tra le arti, tramite pagine di ?ajkovskij, Rimskij-Korsakov, Cha?aturjan, Sviridov, Prokof’ev e Glinka.

E per quanto riguarda le Masterclasses?

Ce ne saranno due: una rivolta a sopranisti e contraltisti tenuta da Angelo Manzotti: si tratta di un corso di perfezionamento in canto rivolto a sopranisti e contraltisti e possiamo affermare che sia una sorta di “esperimento” perché non si sono ancora mai tenute masterclass così specifiche e dettagliate in relazione ad un determinato tipo di canto.

La seconda sarà di alto perfezionamento in canto lirico con il soprano Barbara Frittoli.

Seguiranno, quindi, due concerti riguardanti le stesse. Ho cercato anche per questi corsi di perfezionamento di ricorrere ad artisti di grande professionalità ed esperienza, proprio per realizzare quanto ho detto prima, riguardo alla qualità da offrire ai giovani. Infatti, il punto fondamentale del Festival è proprio l’organizzazione di un piatto di proposte concrete e di sostegno per coloro che affrontino le prime esperienze sulle tavole del palcoscenico.

Bruno Belli

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Per ogni informazione e per i dettagli dell’intero Festival:
http://www.vicenzainlirica.it oppure info@concettoarmonico.it

Vicenza in Lirica 2017 – Masterclasses

Sede   Gallerie d’Italia – Palazzo Leoni Montanari
Vicenza, Contra’ Santa Corona, 25

Lezioni/orari Martedì – Sabato 10,00 – 18,00

Sito www.vicenzainlirica.it www.concettoarmonico.it
Contatti Cell. +39 349.62.09.712  info@vicenzainlirica.it

 

Scarica il regolamento completo e la scheda d’iscrizione QUI

Master class rivolta a sopranisti e contraltisti

Durata 29 Agosto – 2 Settembre 2017
Iscrizioni entro 6 Agosto 2017
Docente Angelo Manzotti
Accompagnamento al cembalo
Concerto finale degli allievi
Sabato 2 Settembre 2017 Gallerie d’Italia – Palazzo Leoni Montanari

 

Master class di canto lirico

Durata 5 -9 Settembre 2017
Iscrizioni entro 6 Agosto 2017
Docente Barbara Frittoli
Accompagna al pianoforte il M° Mzia Bakhtouridze
Concerto finale degli allievi
Sabato 9 settembre 2017 Gallerie d’Italia – Palazzo Leoni Montanari

Alcuni allievi delle master class saranno selezionati per esibirsi in concerti organizzati da Concetto Armonico a Vienna, Roma, Vicenza ed in altre importanti città.

Due le master class presenti anche quest’anno nell’edizione del Festival “Vicenza in Lirica ” 2017 che si differenzieranno peró, per intenti e modalità così come differenti saranno gli insegnanti, altamente
specializzati, che si dedicheranno ad ognuna di loro.
Aprirà Angelo Manzotti (29 agosto – 2 settembre) con la sua master class dedicata a sopranisti e contraltisti che abbinerà alla tecnica una raffinata preparazione su ciò che significa oggi cantare quel repertorio e
come approcciarlo al meglio dal punto di vista interpretativo.
Proseguirà un soprano di fama internazionale quale Barbara Frittoli (5/9 settembre) nota in tutti i teatri del mondo per quel giusto abbinamento di nitore timbrico e attenta coerenza al ruolo interpretato , che guiderà gli allievi attraverso le strette maglie del grande repertorio nel quale risulta davvero impossibile scindere la vocalità dalla teatralità dell’interprete. Accompagnerà la master class al pianoforte il M. Mzia Bachtouridze
Entrambe le master class saranno ospitate presso le Gallerie d’Italia – Palazzo Leoni Montanari. I concerti finali delle rispettive master class si svolgeranno il 2 settembre ( Angelo Manzotti) e 9 settembre ( Barbara Frittoli) alle ore 17.00.

Una terza formazione altamente specializzata si realizzerà dietro le quinte dove il soprano Gemma Bertagnolli (nota in campo internazionale per il repertorio barocco e non solo) avrà il compito di perfezionare nella loro completezza gli interpreti de “L’Orfeo”, un compito estremamente vario e diversificato considerate le molteplici varianti espressive del capolavoro monteverdiano.

Il festival internazionale Vicenza in Lirica è organizzato da
Concetto Armonico, associazione culturale
Via Egidio di Velo 133, 36100 Vicenza
Con al compartecipazione del Comune di Vicenza
Con l’ospitalità delle Gallerie d’Italia – Palazzo Leoni Montanari

Vicenza in Lirica dialoghi barocchi 2017

Vicenza in Lirica dialoghi barocchi 2017, quinta edizione 26 agosto 9 settembre 2017

direttore artistico Andrea Castello


PROGRAMMA 2017

 

26 agosto 2017 (Teatro Olimpico) ore 21

Leo Nucci Canta Verdi

27 agosto 2017 (Piazza delle Biade, al Bar alle Colonne) 18 – 20,30

All’ombra di San Marco

27 agosto 2017 (Oratorio di San Nicola) ore 21

“Tanti affetti in tal momento” abbandoni, ire e sospiri nel teatro barocco

28 agosto 2017 (Palazzo Chiericati) ore 21

I volti di Van Gogh, musicista del colore  -  conferenza concerto

29 agosto – 2 settembre 2017 (Gallerie d’Italia – Palazzo Leoni Montanari)

Master class di alto perfezionamento rivolta a sopranisti e contraltisti con il M° Angelo Manzotti

29 agosto 2017 (luogo da definire) ore 18,30

Dialogando su L’Orfeo di Monteverdi

1 settembre 2017 (Palazzo Trissino) ore 21

Dialogo musicale con Corso Palladio

2 settembre 2017 (Gallerie d’Italia – Palazzo Leoni Montanari) ore 17

Concerto degli allievi della master class di Angelo Manzotti rivolta a sopranisti e contraltisti

2 settembre 2017 (Piazzetta Palladio) ore 18

Tra ’800 e ’900 viaggio musicale a cavallo dei due secoli

2 settembre 2017 (Teatro Olimpico) ore 21

Russia tra favola e realtà

4 settembre 2017 (Libreria Galla 1880) ore 18

Fuoco Verde. Ildegarda di Bingen, donna del mistero

5 – 9 settembre 2017 (Gallerie d’Italia – Palazzo Leoni Montanari)

Master class di alto perfezionamento in canto lirico con il soprano Barbara Frittoli

5 settembre 2017  (Oratorio di San Nicola) ore 21

Contaminazioni barocche

6 e 7 settembre 2017 (Teatro Olimpico)  ore 21

L’Orfeo di Claudio Monteverdi

8 settembre 2017 (Gallerie d’Italia – Palazzo Leoni Montanari ) ore 18

Finta Tedesca di J. A. Hasse  e La Dirindina di D. Scarlatti

9 settembre 2017 (Gallerie d’Italia – Palazzo Leoni Montanari) ore 17

Concerto degli allievi della master class del soprano Barbara Frittoli

9 settembre 2017 (Tempio di Santa Corona) ore 21

Antonio Vivaldi, L’Estro armonico

 

 

VICENZA COME SALISBURGO CON IL FESTIVAL DELLA LIRICA

Quinta edizione ricca di novità e grandi artisti

dal 26 agosto al 9 settembre

(Vicenza, 23 giugno 2017) Una città  vive e cresce attraverso il contatto con il suo territorio, la sua storia e la sua tradizione artistico-culturale e quando riesce ad impostare un dialogo aperto e vivace con questi tre elementi senza far si che uno prevalga sull’altro ma instaurando uno scambia dialettico e stimolante, pone le basi per porsi come una città che guarda avanti, che crea ponti e che non si barrica dietro a muri. Quando alla scialba monocromia del monologo si sceglie il cromatismo del confronto si sta costruendo una strada nuova e proprio in questo senso va inteso ed interpretato il Festival “Vicenza in Lirica” giunto alla sua quinta edizione che, per desiderio stesso del suo fondatore Andrea Castello, vuole porsi e crescere come spazio aperto per il dialogo tra diverse tipologie di forme artistiche.

La città di Vicenza ospiterà dunque dal 26 agosto al 9 di settembre il Festival internazionale “Vicenza in Lirica – dialoghi barocchi”, organizzato grazie al sostegno e patrocinio del Comune di Vicenza e all’ospitalità e al sostegno delle Gallerie d’Italia – Palazzo Leoni Montanari  oltre al sostegno di numerosi sponsor privati particolarmente permeabili e sensibili al suo obiettivo.

Un format di festival lirico multidisciplinare che, abbinando diverse tipologie di corsi (alta formazione in canto lirico, perfezionamento e debutto per giovani artisti) a concerti, opere e conferenze, animerà attraverso la magica coesione tra suono, parola e gesto, alcuni tra i più importanti luoghi della città palladiana.

Tanto numerosi quanto prestigiosi saranno gli ospiti di questa quinta edizione che si aprirà sabato 26 agosto al Teatro Olimpico con un concerto del celebre baritono Leo Nucci, imperniato su alcune tra le più celebri arie del grande repertorio lirico verdiano ed al quale verrà consegnato il premio alla carriera “Vicenza in Lirica – Concetto Armonico” 2017.

Il Festival proseguirà poi con ugual livello ospitando il celebre soprano Barbara Frittoli, impegnata in una master class di canto lirico presso le Gallerie d’Italia – Palazzo Leoni Montanari, il soprano Gemma Bertagnolli, una delle interpreti italiane di riferimento per quanto riguarda il repertorio barocco, presente per uno speciale corso finalizzato al debutto in scena dei giovani cantanti ne “L’Orfeo” di Monteverdi e, non ultimo, il noto sopranista Angelo Manzotti che, oltre ad essere docente in una specifica master class per sopranisti e contraltisti, terrà un concerto  presso l’Oratorio di San Nicola.

Molta attesa per la nuova produzione de “L’Orfeo” di Claudio Monteverdi in occasione dei 450 anni dalla nascita del grande compositore, in scena al Teatro Olimpico il 6 – 7 settembre e che, ispirandosi alla distruzione di Vicenza nella seconda Guerra Mondiale ed alla sua rinascita, presenterà un innovativo allestimento scenico basato sulle tecniche del video mapping, che garantendo l’assoluto rispetto del monumento, lo valorizzeranno in maniera emozionale ed empaticamente narrativo. Una scenografia forte e di grande impatto storico-artistico  che attingerà  potenza e significante dall’impianto stesso dello Scamozzi.

Fondamentale, in tutto il progetto teatrale, la collaborazione dell’editore Angelo Colla che ha messo a disposizione alcune opere di Neri Pozza e del Prof. Mauro Zocchetta che ha ideato la scenografia virtuale, realizzata poi da Zebra Mapping, azienda vicentina leader nell’illuminazione artistica ed in scenografie immersive dedicate alle performance dal vivo.

L’opera verrà concertata e diretta dal M° Francesco Erle, specialista nel settore della musica barocca alla guida della Schola San Rocco di Vicenza e vedrà sul palcoscenico un gruppo di giovani artisti selezionati dalla direzione artistica  del Festival in specifiche audizioni a ruolo svoltesi nel mese di maggio.

Si proporranno inoltre venerdì 8 settembre nella suggestiva cornice del cortile delle Gallerie d’Italia – Palazzo Leoni Montanari, due intermezzi: “La Finta Tedesca” di Johann Adolf Hasse e “La Dirindina” di Domenico Scarlatti interpretati da giovani solisti scelti dal concorso di canto lirico “Sarzana Opera Festival” e con la presenza  degli archi dell’Orchestra Sinfonica dei Colli Morenici diretti dal M°  Gianluigi Dettori.

Il Festival presenterà poi, uno spettacolo ospite dal titolo “Russia tra favola e realtà” che si terrà al Teatro Olimpico sabato 2 settembre. Preziosi ospiti due primi ballerini del Teatro Bolshoi di Mosca che saranno impegnati, insieme ad altri artisti, in una performance completamente dedicata al grande repertorio russo.

A chiudere il Festival sabato 9 settembre tornerà il barocco con il Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano, alla sua terza presenza a Vicenza in Lirica, che presenterà al pubblico la nuova edizione critica de “L’Estro armonico” di Antonio Vivaldi.

Molti altri ancora saranno gli appuntamenti che arricchiranno la programmazione del Festival “Vicenza in Lirica – dialoghi barocchi” che si snoderanno attraverso momenti di musica-aperitivo in alcuni tra i più suggestivi scorci della città, in raffinati dialoghi tra musica, prosa e arti figurative e naturalmente in concerti la cui direzione artistica è stata studiata e curata nei minimi dettagli  dal giovane Andrea Castello, presidente dell’Associazione culturale Concetto Armonico che da marzo è anche presidente dell’associazione “Archivio storico Tullio Serafin”.

In questo ambito certamente da ricordare lunedì 28 agosto l’appuntamento “I volti di Van Gogh”  a Palazzo Chiericati in attesa della grande mostra prevista presso la Basilica palladiana il prossimo autunno ed un singolare concerto che martedì 5 settembre proporrà una particolare contaminazione tra voce e chitarra.

Quindici giorni di autentica festa delle arti e per le arti dunque, che attraverso cortili, piazze e teatri, spazi creati per favorire l’incontro e lo scambio, potranno comunicare con il loro linguaggio più autentico e cogliere la sensibilità di chi vorrà goderne la particolare malia che una città come Vicenza, patrimonio culturale dell’Unesco, non potrà che veicolare attraverso tutta la sua storia.

Organizzazione:

Concetto Armonico

Associazione Culturale Internazionale

per la Promozione delle Arti e della Musica

Via Gerolamo Egidio di Velo, 133

36100 Vicenza VI

info@concettoarmonico.it

 

Ufficio stampa e informazioni
Vicenza in Lirica – dialoghi barocchi                       Biglietteria:
info@vicenzainlirica.it                                           – dal 4 luglio al 30 luglio
Tel: +39 349.62.09.712                                          – dal 17 agosto all’8 settembre
www.vicenzainlirica.it                                           10 – 12.30 e 15,00 – 17 (lunedì escluso)

CELLO TALES

Antonio Fantinuoli, violoncello.
Con Roberta Invernizzi, Giangiacomo Pinardi, Perikli Pite, Craig Marchitelli.

1 cd CONCERTO CLASSICD 2101

Interpretazione: *****

E’ uno dei cd più particolari tra le proposte già affatto mai scontate della «Concerto Classics», la casa milanese che fa degli interpreti e degli autori italiani della musica classica il perno delle produzioni.

La linea che percorre il cd interpretato da Antonio Fantinuoli, violoncellista, prima parte nell’«Ensemble Chiaroscuro», con la partecipazione di Giangiacomo Pinardi (theorbo), di Perliki Pite (violoncello), Craig Marchitelli (theorbo) e del soprano Roberta Invernizzi che è anche l’anima della proposta, offre la stessa affrontata per il primo cd, «Baroque Enchantment». Si tratta, pertanto, di una raccolta di brani che formino un programma “da concerto”, con il fine di raccontare una vera e propria storia in musica.

Dagli autori pionieri dello strumento, come Giovanni Battista degli Antonii, Francesco Alborea e Domenico Gabrieli, riportati in luce dalla ricerca effettuata dallo stesso Fantinuoli, attraverso le creazioni di Giovanni Battista Somis e di Luigi Boccherini, giungendo a Joseph Clemens dall’Abaco ed a Justus Dotzauer, sono proposte le evoluzioni tecniche sullo strumento tra il Seicento ed il Settecento. Parte veramente integrante per meglio seguire e gustare il programma sono le note al cd, scritte dallo stesso Fantinuoli che in modo succinto e chiaro permette di comprendere sia il fascino che lo strumento esercitò tra il XVII ed il XVIII secolo per il particolare timbro, sia l’approccio diverso che ogni compositore presentato ebbe con il violoncello.

Raffinata interpretazione di Fantinuoli che fa cantare le farsi di ampio respiro grazie ad una cavata sempre sontuosa e vibrante, in perfetta simbiosi con gli artisti che collaborano, tutti esperti nella tecnica del proprio strumento, attenti ai minimi dettagli, alle preziosità del suono, alla fantasia della frase.

Il tutto completato dall’“omaggio” che ci regala Roberta Invernizzi nell’aria «Vuoi tu» di Domenico Gabrieli, sempre attenta al senso della frase ed alla musicalità insita già nel testo, il quale si sposa con massima attenzione nella creatività del compositore, il quale opera in un’epoca nella quale non assistiamo ancora al predominio del virtuosismo sul “senso” della musica e del testo.

Un ottimo cd che non mancherà di soddisfare anche i palati più esigenti e più raffinati.

Bruno Belli

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ORVIETO (ITALY) – STAGE INTERNAZIONALI di PERFEZIONAMENTO Luglio/Agosto 2017

STAGE INTERNAZIONALI di PERFEZIONAMENTO Luglio/Agosto 2017 - Spazio Musica

XXXIX EDIZIONE

 ORVIETO LUGLIO – AGOSTO 2017

Numero chiuso – Programma libero

A tutti gli effettivi verrà rilasciato un attestato di partecipazione.

I partecipanti ai corsi strumentali possono far parte dell’Orchestra del Laboratorio Lirico su segnalazione del docente o audizione.

 I migliori partecipanti si esibiranno in concerti pubblici nella stagione concertistica “Spazio Musica Giovani”.

PIANOFORTE

25 – 31 Luglio

Massimiliano DAMERINI
VIOLINO  da definire
 
FLAUTO barocco e classico 17 – 22 Agosto Ubaldo ROSSO
ARPA 14 -25 Agosto Paloma TIRONI

CANTO LIRICO

17 – 31 Agosto

Gabriella RAVAZZI 
CANTO DA CAMERA, melodie francesi

09 – 20 Agosto

Annie VAVRILLE

PIANISTI COLLABORATORI

20 – 31 Luglio

Roberto MINGARINI


Scarica il depliant e la scheda di iscrizione 2017 

Per informazioni e quote frequenza

 E mail: info@spaziomusica.org

 telefono / fax: +39 010 317 192 Mobile +39 338 723 2815

 Posta: Spazio Musica Via G. Parini 10 Genova (GE) 16145

 

XXII CONCORSO INTERNAZIONALE per CANTANTI LIRICI “SPAZIO MUSICA”

ORVIETO - Teatro Mancinelli, 15 – 16 – 17 Luglio 2017

 Senza limiti di età – Sono previsti due primi premi, uno femminile ed uno maschile, secondo e terzo anche ex aequo.

  DUE sezioni: Si può concorrere a una o due sezioni

Sezione A programma libero: cinque arie d’opera (almeno una con recitativo) in lingua originale e a memoria.

Sezione B ”LA TRAVIATA” di G. Verdi

Ruoli a concorso: VIOLETTA Soprano, ALFREDO GERMONT Tenore, GIORGIO GERMONT Baritono, GASTONE Tenore 

Senza limiti di età – Sono previsti due primi premi, uno femminile ed uno maschile, secondo e terzo anche ex aequo.

  DUE sezioni: Si può concorrere a una o due sezioni

PREMI

 SEZIONE A PROGRAMMA LIBERO

1° PREMIO

Debutto nella Stagione Lirica Spazio Musica

Borsa di studio Spazio Musica del valore di € 950,00 – Diploma

2° PREMIO

Debutto nella Stagione Lirica Spazio Musica

 Borsa di studio Spazio Musica del valore di € 650,00 – Diploma

 3° PREMIO

Borsa di studio Spazio Musica del valore di € 400,00 – Diploma

 

SEZIONE B “LA TRAVIATA” di G. Verdi

 Debutto nella Stagione Lirica Spazio Musica 2017

 Borsa di studio Spazio Musica del valore di € 950,00 – Diploma

PREMI SPECIALI

ASSEGNAZIONE di un RUOLO: 

TEATRO COMUNALE di BOLOGNA – TEATRO CARLO FELICE di GENOVA -

TEATRO NAZIONALE SÃO CARLOS di LISBONA (PORTOGALLO)

AUDIZIONI FINALIZZATE ALL’ASSEGNAZIONE DI UN RUOLO

TEATRO REGIO DI TORINO - TORINO

GERHART HAUPTMANN-THEATER GöRLITZ-ZITTAU (GERMANIA)

TEATRO MUNICIPALE DI PIACENZA

CONCERTI RETRIBUITI: “Amici della Musica di Savigliano”

 ”Gruppo Promozione Musicale Golfo Paradiso” e Associazione “Concertante – “”

“Progetto Arte&Musica” Torino - Italia

PREMIO AL MIGLIOR CANTANTE ITALIANO: uno o più concerti a Montreal, Canada

ospite del Teatro Lyricoregra 20.

 DUE PREMI “IN MEMORIAM di LARA CASTELLI” del valore di € 500,00 ciascuno

 BORSA DI STUDIO “Gabriella Ravazzi” del valore di € 400,00

 PREMIO DEL PUBBLICO

GIURIA 2017

Giovanni Andreoli - Direttore d’orchestra, Maestro del Coro al Teatro Nazionale São Carlos di Lisbona – Portogallo

Cristina Ferrari - Direttore Artistico Teatro Municipale di Piacenza – Italia

Carlo Caputo - Pianista e Direttore, Collaboratore Direzione Artistica Teatro Regio di Torino – Italia

Mauro Gabrieli - Segretario Artistico Teatro Comunale di Bologna – Italia

Manlio Palumbo Mosca - Musicista, Presidente Spazio Musica – Italia

Alain Nonat – Direttore Generale e Artistico Teatro Lyricoregra 20 – Montreal – Canada

Zakarias Karatsiumpanis - Musicologo, Collaboratore Artistico Teatro di Thessaloniki – Grecia

Gabriella Ravazzi - Cantante, Regista, Direttore Artistico Spazio Musica – Italia

Andrea Sanguineti - Direttore d’Orchestra, General Musik Direktor Gerhart Hauptmann-Theater Görlitz-Zittau – Germania

 IL CONCORSO “SPAZIO MUSICA” E’ GEMELLATO CON IL CONCORSO INTERNAZIONALE VOCI VERDIANE “CITTA’ DI BUSSETO“ www.vociverdiane.com

INFORMAZIONI / INFORMATION Spazio Musica – Italia – 16145 Genova – Via G. Parini, 10 Tel. / Fax (+39) 010 317192 • Mob. (+39) 338 7232815 Mail info@spaziomusica.org Sito web www.spazio-musica.it