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Archivio Maggio 2012

DAVID FREY RECORDS MOZART / GIOACHINO ROSSINI, LE COMTE ORY

DAVID FREY RECORDS MOZART, Piano concerto n. 22 e 25.

Philarmonia Orchestra, Jaap van Sweden. Regia di Bruno Monsaingeon.

1 dvd Virgin 64196497

Interpretazione: ****

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GIOACHINO ROSSINI, LE COMTE ORY

Florez, Damrau. Di Donato, Degout, Pertusi. Metropolitan Orchestra e Coro, Maurizio Benini. Regia di Bartlett Sher. Regia televisiva di Gary Halvorston.

Registrato il 9 aprile 2011 al Metropolitan di New York.

2 dvd Virgin 07095993

Interpretazione:****

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Ritengo che la musica, come, del resto, tutte le arti, debba suscitare piacere nell’entrarne in contatto.    Debba, lo espresse certamente meglio di chi scrive, Rossini, quando a Filippo Filippi ricordò che la musica deve, in sostanza, suscitare e mozioni. Quindi, se i miei quattro lettori appartengono a coloro che della musica preferiscono goderne, possono acquistare questi due dvd Virgin.

 

 

Non faccio distinzione tra musica strumentale e vocale, tra opera ed oratorio, poiché esiste la buona e la cattiva musica. La prima ci arreca piacere, soprattutto se eseguita con intelligenza ed eleganza, la seconda c’irrita, ed, allora, non è musica. 

 

 

L’edizione del Le Comte Ory di Rossini, registrata al Metropolitan di New York il 9 aprile 2011, certamente non sarà perfetta, come, del resto, non lo è mai alcun’interpretazione che non sia “ricostruita” in studio d’incisione, ma rende ottimamente l’idea di cosa significhi quest’opera, non solo nella carriera rossiniana, ma anche nel teatro francese.

Senza dilungarsi sulla trama e sulle caratteristiche musicali intrinseche – già accennate quando presentati l’edizione di Wildbad registrata dalla Naxos – è bene ricordare che il sottile gioco di finezze teatrali e musicali è valorizzato da un’ottima regia di Bertlett Sher, rispettata e ben inquadrata da quella televisiva di Gary Halvorson, e dai costumi deliziosi di Catherine Zauber, che, in simbiosi con la scenografia curata da Michael Yeargan, ha creato fantasiosi eleganti drappi colorati per le protagoniste femminili ed abiti realmente “fuori del tempo” (in tal senso “classici”) per quelli maschili, con parchi richiami all’epoca in cui è ambientata la pièce, il Medioevo.

Si tratta di una lettura che avvantaggia la chiave “favolistica” nella quale i cantanti si trovano a massimo agio. Certo, la Di Donato e la Damrau , pur eccellenti, non sono sempre le migliori interpreti di Rossini, troppo “leggera” la voce della Damrau, soprattutto, nell’esecuzione della coloratura, ma, ripeto, nell’insieme si ascoltano con piacere, così come Pertusi, la cui voce ancora robusta, ben si adatta alle caratteristiche dell’Ajo. Ma sono Florez e Degout i mattatori della serata, l’uno per lo spericolato allure vocale e le insinuanti colorazioni morbidissime delle mezze voci, soprattutto nel complesso terzetto del secondo atto, che è, poi, il nocciolo teatrale e musicale di quest’opera, l’altro per la diretta comunicativa.

Il medesimo piacere si prova guardando – ed ascoltando – il dvd con Frey interprete di Mozart. Della lettura musicale scrissi a suo tempo, all’uscita del cd. Nel dvd sono contenute le esecuzioni integrali dei due concerti durante le registrazioni in sala, e le conversazioni tra Frey e Sweden sui problemi interpretativi e sulle idee da realizzare per l’esecuzione.

Queste ultime sono un tratto indicativo dell’arte del giovane pianista francese e permettono di entrare direttamente nella lettura proposta. Per i lettori italiani, giova però ricordare che dovrebbero conoscere almeno l’inglese o il francese giacché io sottotitoli sono disponibili nelle due lingue, mentre ne Le Comte Ory troveranno anche il nobile italiano.

Bruno Belli.

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Spazio Musica: corsi annuali, estivi, stagione lirica e concertistica.





LABORATORIO LIRICO 2012 – ORVIETO Teatro “Luigi Mancinelli”

per direttori d’orchestra, cantanti, registi, maestri collaboratori

W. A. Mozart “Così fan tutte” 15 Luglio – 8 Agosto

G. Verdi “La Traviata” 9 – 30 Agosto

Docenti: Fabio Maestri, direzione d’orchestra; Gabriella Ravazzi, canto e regia;

Carlo Caputo, Roberto Mingarini, maestri collaboratori.

Ogni laboratorio prevede la realizzazione di 2/3 recite con allestimento completo.

I migliori partecipanti debutteranno i ruoli e potranno essere scelti per ulteriori recite retribuite.

17° CONCORSO INTERNAZIONALE per CANTANTI LIRICI

ORVIETO 21, 22, 23 Luglio 2012

SEZ. A: programma libero, cinque arie d’opera (almeno una con recitativo) in lingua originale e a memoria
SEZ. B: ruoli da “La Traviata” di G. Verdi – Violetta Valèry, Alfredo Germont, Giorgio Germont.

Premi: Borse di studio, debutto, scritture in Italia e Francia, concerti,

audizioni finalizzate all’assegnazione di un ruolo:

E. A. Teatro Carlo Felice di Genova, E. A. Teatro Regio di Torino.

5° CONCORSO INTERNAZIONALE “Luigi Mancinelli”

per DIRETTORI d’OPERA

ORVIETO – Teatro “Luigi Mancinelli” – 17, 18, 19 Agosto 2012

L’opera a concorso è: “LaTraviata” di G. Verdi

Il Concorso è aperto ai direttori nati dopo l’ 1 Gennaio 1970.

PREMI IN DANARO – DEBUTTO – CONCERTI RETRIBUITI – BORSE DI STUDIO – TARGHE E ATTESTATI

MASTERCLASS in CANTO LIRICO – Tecnica ed interpretazione

ORVIETO 18 Agosto – 1 Settembre 2012

Docente Gabriella Ravazzi

Numero chiuso 10 partecipanti. Lezioni di tecnica vocale e respiratoria; studio del repertorio concordato con il docente; arie, duetti e brani d’insieme. Studio ed analisi del “recitativo” nell’opera del Settecento; analisi dello spartito e del rapporto “testo-musica”.

La quota di iscrizione a Spazio Musica è annuale ed unica, indipendentemente dal numero e dal tipo dei corsi scelti, per i quali si dovrà versare solo la quota di frequenza.

STAGES INTERNAZIONALI estivi

ORVIETO Scuola di Musica e Palazzo dei Sette – Agosto 2012

PIANOFORTE – Docente Massimiliano Damerini - 28 Luglio – 3 Agosto

FLAUTO traverso, barocco e classico – Docente Ubaldo Rosso – 23 – 28 Agosto

ARPA – Docente Paloma Tironi – 19 – 31 Agosto

CANTO LIRICO – Docente Gabriella Ravazzi - 18 Agosto – 1 Settembre

La quota di iscrizione a Spazio Musica è annuale ed unica, indipendentemente dal numero e dal tipo dei corsi scelti, per i quali si dovrà versare solo la quota di frequenza.

ACCADEMIA annuale SPAZIO MUSICA

per Cantanti, Pianisti accompagnatori, Direttori d’opera

FIRENZE – PARIGI Novembre 2011 – Giugno 2012

Docenti: Fabio Maestri – direzione d’orchestra e pianisti accompagnatori, Gabriella Ravazzi – canto.

Le lezioni si terranno nei fine settimana con cadenza mensile (16 giornate). Le date di tutti gli incontri sono visibili sul sito www.spaziomusica.org. Al termine dell’anno accademico verrà rilasciato un attestato di partecipazione e al termine di un triennio completo verrà rilasciato un diploma.

La quota di iscrizione a Spazio Musica è annuale ed unica, indipendentemente dal numero e dal tipo dei corsi scelti, per i quali si dovrà versare solo la quota di frequenza.

CORSI DI CANTO annuali

GENOVA Settembre 2011 – Giugno 2012

Docente: Gabriella RAVAZZI

Lezioni individuali di tecnica ed interpretazione (repertorio operistico e cameristico)

Le lezioni si tengono presso la sede di Spazio Musica in via Parini, 10 a Genova – tel. 010 317192,

e sono concordabili personalmente.

SPAZIO MUSICA OPERE E CONCERTI

ORVIETO – Auditorium Palazzo Coelli, Teatro Luigi Mancinelli – Agosto 2012

Le date sono in via di definizione

Stagione d’opera e concerti che ha come interpreti i docenti e i migliori partecipanti dei laboratori lirici e degli stages internazionali.

NICOLA VACCAJ, LA SPOSA DI MESSINA

Jessica Pratt, Filippo Adami, Armando Ariostini, Wakako Ono, Maurizio Lo Piccolo.
Classica Chamber Choir, Brno. Virtuosi Brunensis, Antonino Fogliari.

2 cd NAXOS 8.660295/96.

Interpretazione: *** 

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Meritoria l’attività del Festival Rossini di Wildbad, dove, ogni estate, accanto alle opere del Pesarese, gli organizzatori presentano un lavoro di uno dei compositori a lui contemporanei, così da porre in evidenza meglio la grandezza assoluta del Cigno di Pesaro. Al tempo stesso, però, è possibile, così, rendersi conto di quale fosse il giardino dal quale Rossini seppe raccogliere semi da innestare nuovamente per produrre fiori senza dubbio più avvincenti e carnosi.

Così, nel 2009, è stata la volta di Nicola Vaccaj, la cui La sposa di Messina ora pubblica la Naxos, a prezzo economico e con tanta gratitudine degli appassionati che, dati i tempi infelici, non hanno troppo potere di mettere mano al portafogli per le opere d’arte e per la cultura, con grave danno all’intelligenza dell’individuo – ma, questo, è un altro discorso che qui non posso sviluppare…

Di certo, l’opera presentata non è celebre – in rapporto, ovviamente, alla rarità di cui stiamo parlando – quanto Romeo e Giulietta, quel testo che Romani, con opportuna riscrittura, presentò a Bellini per divenire, una volta musicato, I Capuleti ed i Montecchi. Opera celebre di Vaccaj, il Romeo e Giulietta, se non altro perché la celebre Malibran, di forza, introdusse il finale di Vaccaj nel lavoro di Bellini, giacché una grande aria solistica soddisfava appieno le esigenze di una Primadonna: giovi ricordare, inoltre, che l’edizione Ricordi, fino a pochi anni or sono, completava lo spartito per canto e piano belliniano, aggiungendo la scena del Vaccaj in appendice.

Compositore, quindi, molto noto al suo tempo, se non altro anche per il validissimo Metodo pratico di canto italiano per camera in quindici lezioni e un’appendice, pubblicato nel 1833 a Londra, con interessanti esercizi e prove per il cantante. Solo a titolo informativo, molto spesso trovo utile – anche se io non ho studiato come cantante – aprirne una copia che posseggo per leggerne qualche preziosa indicazione, magari dopo avere ascoltato qualche esibizione non proprio preclara…

Vaccaj, però, fu, soprattutto, un eccellente “storico” della musica ante litteram, operando alcune scelte che costarono caro alla sua carriera d’insegnante “non allineato”: è celebre la motivazione per la quale fu costretto a dimettersi dall’insegnamento al Conservatorio di Milano, nel 1843, quando aveva “osato” fare eseguire il Messia di Haendel (cosa unica più che rara nell’Italia del primo Ottocento, poterlo ascoltare) durante la Settimana santa.

La sposa di Messina, ascoltata la prima volta a Venezia nel 1839, è una delle opere della maturità artistica del compositore, ma non si discosta molto dall’ambito d’elevatissimo artigianato. Quello che importa, oggi, è ascoltarla proprio in funzione di comprendere quale fosse il livello medio della musica che si poteva ascoltare nei primi 30 anni dell’Ottocento italiano e perché Rossini, Bellini e Donizetti, che ne operano una migliore sintesi e ne investono gran parte con tratti affatto personali, siano da considerare colonne portanti della storia mondiale della musica.

L’esecuzione è di buon livello, soprattutto per quanto riguarda le parti maschili, sebbene anche la protagonista si disimpegni con esiti più che sufficienti.

Antonino Fogliani è molto corretto e mai noioso, fatto che giova non poco ad un lavoro di grande garbo che si ascolta con un certo piacere, grazie alla scorrevolezza della partitura ed alla durata non eccessiva dell’opera.

Bruno Belli.

 

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ARTURO TOSCANINI, THE COMPLETE RCA COLLECTION

1 box RCA di 84 cd ed 1 dvd

Interpretazione:*****  

 

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Dopo anni che si trovava fuori commercio, la RCA pubblica l’integrale delle registrazioni che Toscanini tenne negli Stati Uniti e che, tramite radiotrasmissioni, furono tutte poste in commercio dalla celebre etichetta. Si tratta di un’opera d’immenso valore che permette, nuovamente, per chi non ne avesse avuto contatti, di comprendere a fondo le ragioni della grandezza di Toscanini, rimanendo tale materiale, inoltre, un documento storico eccezionale, utilissimo per coloro che intraprendono la strada della direzione d’orchestra.

Si tratta di un box che comprende 84 cd e un dvd: tutte le registrazioni sono presentate in una nuova masterizzazione, sempre rispettosa, però, dell’originale sonoro.

La raccolta s’impreziosisce di due registrazioni con la BBC Simphony Orchestra che negli anni Novanta del secolo scorso la RCA non incluse (erano uscite per la EMI); per il resto, sono incisioni alla guida delle New York Philharmonic, Philadelphia Orchestra, e NBC Symphony Orchestra.

Si tratta, quindi, di concerti che affrontano le pagine più rappresentative della storia della musica: dall’integrale delle sinfonie di Beethoven, alle opere liriche, agli autori contemporanei quali Gershwin e Barber. Sono la testimonianza più vivida dell’arte di Toscanini, una sorta di paradigmatica presentazione dell’arte del direttore.

Suono asciutto, preciso, pulito, tempi incalzanti, ma, sempre movimenti tersi e splendenti nella luminosità degli archi e nella pienezza dei fiati sono le caratteristiche della maggior parte di queste interpretazioni, molte delle quali ancora oggi discusse – penso – ad esempio – alla celebre La Traviata sulla cui lettura non si sono dette le ultime parole, semmai si diranno.

Sta in questo la modernità di Toscanini e l’impossibilità di ignorare il suo insegnamento: tali interpretazioni ancora oggi sono vive, non ci si accosta come a dei monumenti storici, ma conservano la loro peculiarità, sollecitano idee, dubbi, discussioni.

Ed è sempre una piacevole scoperta il suo Debussy, piuttosto che la lineare ed esemplare pulizia formale dei classici Haydn e Mozart, oppure l’intensità conferita alla sinfonia di Cherubini ed alle ouvertures di Cimarosa e di Rossini, la fantasiosa girandola verdiana del Falstaff, la sofferta lettura della Messa solenne si Beethvoen o del Requiem di Verdi.

Un altro impedibile cofanetto che attesta quanto sia importante conoscere quello che ci ha preceduto, caprine le ragioni, trarne gli spunti che permettono di proseguire strade nuove, ma che non recidano con gli aspetti migliori di quanto è un passato storico.

Bruno Belli.

 

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ITALIAN LOW BRASS FESTIVAL

ITALIAN LOW BRASS FESTIVAL

Maccagno (VA) June 16th – 23rd.

MASTERCLASSES, CONCERTS AND MIRAPHONE EXHIBITION.

Info e modulo di iscrizione / Download here info and inscription form:

http://www.classicaonline.com/appuntamenti/lowbrass2012/lowbrass2012.html

ASSOCIAZIONE CLASSICA ONLINE

Ufficio 0332-619246 dalle 10.00 alle 12.00

MAIL:info@classicaonline.com

WEB SITE: www.classicaonline.com

Eros Sabbatani (direttore artistico)

+39/320/7077300 sabbatanieros@yahoo.it

Marco Cadario (responsabile classica online)

+39/335/6118629 ildirettore@classicaonline.com

 

ARTURO TOSCANINI, BOITO MEMORIAL.

Mefistofele (Prologo ed atto III); Nerone (atto III; atto IV, quadro II).
Concerto nel trentennale della morte di Boito. Teatro alla Scala, 1° giugno 1948.
Siepi, Nelli, Prandelli, Guarrera, Simionato, Nessi, Ticozzi.
Orchestra e coro del Teatro alla Scala.

Bonus: Verdi – Preludio del I e del III atto di “La Traviata”;
Beethoven: Sinfonia n. 1 in do op. 21
Orchestra del Teatro alla Scala.

2 cd GUILD GHCD 2307/8

Interpretazione: *****

 

Toscanini conosceva direttamente Boito con il quale ebbe duraturi rapporti. Lo aveva conosciuto ai tempi nei quali era violoncellista nell’orchestra del Teatro alla Scala: così, quale musicista completo, aveva potuto “apprendere” direttamente da Boito idee sull’interpretazione del Mefistofele.

Al tempo stesso, così, aveva seguito le fasi della composizione biblica del Nerone, la cui prima rappresentazione fu di ben cinquantasei anni consecutiva al Mefistofele. Tale battesimo, tenutosi il 1 maggio del 1924 alla Scala, mentore Toscanini, a sei anni dalla morte del compositore, fu il frutto della diretta partecipazione del direttore, quale supervisore del completamento dell’orchestrazione da parte di Smareglia e Tommasini.

Si tratta, pertanto, di un direttore che ebbe l’opportunità di conoscere dall’interno – dall’atto creativo – l’ultima composizione di Boito, nonché di conoscere ampiamente le idee del compositore in rapporto all’esecuzione dei propri lavori.

La possibilità, così, di ascoltare la direzione di Toscanini nelle pagine più indicative di Mefistofele e di Nerone non solo è spettacolare, ma rimane un punto fermo cui ogni direttore che affronti le partiture boitiane si dovrebbe rivolgere.

Numerose volte Toscanini affrontò alla radio statunitense il prologo dell’opera, ma non la produsse mai integrale di là dell’oceano, né presentò qualche atto isolato, come, ad esempio, fece con il Rigoletto, che non ci lasciò per intero.

L’occasione di una selezione più ampia dei lavori boitiani si ebbe il 10 giugno 1948 alla Scala per il trentennale della morte del compositore. Toscanini, che già nel 1946 aveva offerto al pubblico milanese il Prologo di Mefistofele come pagina conclusiva della famosa serata inaugurale dopo i bombardamenti che avevano sfondato la Sala del Piermarini, durante la seconda guerra mondiale, scelse, ovviamente, dalle due partiture, eseguendo lo stesso prologo e l’intero III atto del Mefistofele, il III atto di Nerone ed il II quadro del IV atto. Si tratta di alcuni dei momenti più espressivi d’entrambe le partiture che Toscanini concerta con vigore e precisione, cogliendo esiti eccezionali nella compattezza del prologo.

Indubbiamente scaturisce grande fascino nel III atto del Mefistofele grazie all’impronta marcatamente drammatica che Toscanini infonde alla scena tra Margherita e Faust ed alla luminosa bellezza che ottiene dagli archi nel finale Spunta l’aurora pallida.

Nerbo, precisione, attenzione al dettaglio nel Nerone, partitura affatto diversa da Mefistofele, concepita nella seconda metà dell’ottocento, ma sofferta durante le nuove esperienze musicali che si erano affacciate a cavallo dei due secoli: Toscanini ne coglie la ricchezza “sinfonica” e l’attenzione alla parola, grazie all’ottima preparazione di coro ed orchestra della Scala e d’interpreti tutti sicuramente d’esperienza e di solidissima preparazione musicale, tra i quali emerge, però, in primissimo piano, Cesare Siepi per timbro vocale, sicurezza tecnica ed interpretazione.

Registrazioni che, pure in considerazione degli anni, restano pietre miliari dell’interpretazione e della storia della musica: da non perdere.

Bruno Belli.

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MARIO CASTELNUOVO – TEDESCO

Concerto per chitarra n. 1 in re maggiore op. 99; Quintetto per chitarra op. 143; “Romancero Gitano” op.152.

Giulio Tampalini, chitarra. Orchestra Haydn di Bolzano e Trento, Quartetto d’archi dell’Orchestra Haydn, Coro Polifonico Castelbarco di Avio, Luigi Azzolini, direttore.

1 cd CONCERTO cd 2072.

Interpretazione: ****

L’arte di Mario Castelnuovo – Tedesco si presenta, in sostanza, quale frutto di una musicalità immediata, dove la delicatissima sensibilità poetica si fonde ad un’emozione intensa, trattata con pennellate rapide ed essenziali.

Noto soprattutto per le composizioni che pongono in luce le caratteristiche della chitarra, egli, in realtà, mostrò sempre una grande predilezione per il teatro e per la poesia, tanto che numerose sono le composizioni su testi poetici di Shakespeare, Elizabeth Barret – Browning, Dante, Petrarca, Leopardi, Lorca (il Romancero Gitano op. 152 è presentato in questo disco), Heine, Proust, per citarne alcuni. Tale inclinazione permea l’intera opera di Castelnuovo – Tedesco che si presenta come un insieme di tanti canti d’unico poema.

Allievo di Pizzetti al Conservatorio di Firenze, svolse intensa attività di compositore e di critico musicale tra le due guerre, ma, nel 1939 dovette abbandonare l’Italia, in seguito alle ignominiose “Leggi razziali”, per l’America, dove si stabilì, assumendone la cittadinanza nel 1946.

Proprio una delle sue pagine più famose e più sofferte, il primo Concerto per chitarra, in re minore, op.99, dedicato a Segovia, nacque nel 1939, dopo l’incontro dei due artisti, come egli stesso ebbe modo di raccontare (il passo è riportato nelle eccellenti note allegate al cd, scritte da Angelo Giardino). La composizione resta uno dei momenti più apprezzabili tra le pagine di Castelnuovo Tedesco: la sua notorietà è giustamente meritata, grazie proprio alla squisita fattura ed all’equilibrio “classico” della composizione.

Di grande effetto il Romancero Gitano per coro misto e chitarra: si tratta di un’elaborazione suggestiva della musica Andalusa, dove non vi è alcun elemento folcloristico “di facciata”, ma, piuttosto, una scarna “lettura” delle pagine tratte dal Poema del Cante Jondo del 1926.

Tali pagine, accostate al Quintetto per chitarra op 143 (un omaggio a Boccherini, o piuttosto, allo spirito della cultura mediterranea, incarnato dall’incontro del Lucchese con la musica “popolare” della Spagna?) sono affrontate dall’ottimo Giulio Tampalini che collabora con l’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento (e la formazione di quartetto) e con il Coro Polifonico Castelbarco di Avio, il tutto concertato da Luigi Azzolini, illuminando queste pagine con il dovuto equilibrio, prospettandone un’interpretazione misurata e “classica”, tale da porre in risalto quella musicalità genuina che è il tratto distintivo del compositore fiorentino.

Bruno Belli.

 

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