Archivio

Archivio Dicembre 2010

Auguri

23 Dicembre 2010 Nessun commento
Categorie:Musica Tag:

L’ECCELLENZA DELLA SCALA E’ L’ECCELLENZA DELLA CULTURA STORICO ARTISTICA ITALIANA.

22 Dicembre 2010 2 commenti

La serata della prima scaligera, il 7 dicembre di quest’anno, ha rivelato un valore ben più alto ed universale della solita “prima”, giacché in gioco non vi era soltanto l’aspetto meramente artistico, quanto, piuttosto, sottintendeva un messaggio che, infine, criptico non è stato.

Ripercorriamo alcuni punti: un argentino – israeliano nato da genitori russi, Daniel Baremboim, prima di sollevare la bacchetta per interpretare una delle pietre miliari della storia dell’arte, un’opera di un Tedesco, all’interno di un teatro voluto da un’Austriaca, l’imperatrice Maria Teresa, gestito da un Francese di madre ungherese, il sovrintendente Lissner, legge il Nono articolo della Costituzione Italiana. E’ presente, nella storia, o in concreto, il mondo. Ottima prova per l’Italia, si affermerebbe.

Eppure, il tutto suona anomalo, incomprensibile a chi non conoscesse l’attuale situazione non solo culturale nella quale giace la Penisola.

Certo, quel Nono articolo dovrebbe suonare come le trombe di Gerico alle orecchie di ministri che vogliamo definire semplicemente distratti, o spaesati, i quali non sembrerebbero nemmeno rendersi conto, avendo nelle mani la Storia delle genti, in altre parole il potere che possa essere più prezioso di quello che emana il più grande barile di greggio, di essere in grado di conferire – perché si voglia – “valore aggiunto” alle potenzialità reali del paese.

Il Nono articolo fa parte dei “Principi fondamentali”: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico della Nazione”. Tale articolo, pertanto, impegna lo Stato a garantire lo sviluppo culturale e scientifico della società italiana attraverso gli organi responsabili, a promuovere e ad allargare il modo di funzionare della scuola, a creare istituzioni scientifiche sempre più attive per la ricerca.

La seconda parte dell’articolo si preoccupa di garantire la tutela del paesaggio e del patrimonio storico ed artistico.

Sul tema nacquero, fin dalla stesura della Costituzione, contrasti tra coloro che intendevano affidare questa responsabilità al potere centrale governativo e coloro che, invece, in vista della creazione delle Regioni, intendevano affidarlo alle autorità locali, forse più informate ed interessate a questo compito.

Prevalse il criterio accentratore.

Non entrando nel merito di quale possa essere stata allora la scelta migliore, una fu fatta e tale si deve, al momento, rispettare. Semmai, il problema, è dato dai fatti: l’eccellente impianto portato sulle scene alla Scala – cantanti in parte, non malvagie, come alcuni hanno dichiarato, la scenografia e la regia create da Guy Cassiers – il quale ha dimostrato, ancora una volta, che gli Italiani, in stretta collaborazione con altrettanti “cervelli fini” provenienti da svariati popoli, quando rispondono all’appello dell’Impegno, sono seri, puntigliosi, lavoratori e fin anche geniali.

Non è retorica: è una constatazione, in un paese dove si tagliano le risorse a quanto dovrà essere gran parte dell’economia del futuro – se si vorrà restare competitivi – mentre, altrove, si veda la Germania della Merkel si raccomanda di sforbiciare ovunque, ma non su cultura, istruzione, ricerca – e sanità.

Se aggiungiamo che Baremboim ha conferito, poi, alla chiave di volta della Tetralogia, questa Walkiria, la scelta d’“unità” musicale quale formula vincente, abbiamo numerose risposte alla soluzione di altrettanto innumerevoli e reali problemi dell’Italia.

Bruno Belli

SCALA2010 

(da sin) Davide Boni (Presidente del Consiglio Regionale); Clio Napolitano (moglie del Presidente); Giorgio Napolitano (Presidente della Repubblica), Letizia Moratti (Sindaco di Milano); Paolo Romani (Ministro dello Sviluppo Economico). Credits: Brescia e Amisano, Teatro alla Scala

SCALA2010_2 

cast (cantanti), team (regia etc), ballerini, Daniel Barenboim. 
Credits: Brescia e Amisano, Teatro alla Scala