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Archivio Giugno 2007

Bressanone, trovato originale di Mozart


Bressanone. Una musicologa austriaca, Hildegard Hermann-Schneider, ha scoperto nell’archivio del Duomo di Bressanone lo spartito originale della «Messa in do maggiore, k 258» (Spaur-Messe) di Mozart del 1776. Lo spartito è corredato da alcune note autografe di Wolfgang Amadeus Mozart e di suo padre Leopold.

Avvenire, 16 giugno 2007
Riferimenti: http://www.classicaonline.com

Classicaonline in cucina: nasello con patate "alla Beethoven"


“O voi che pensate che io sia misantropo, quale ingiustizia mi fate!… Da sei anni sono vittima di una terribile sventura… mi è impossibile dire alla gente:” Parlate, gridate perchè sono sordo!” Ah, come può essere possibile rivelare la debolezza di un “senso” che dovrebbe essere più acuto in me che negli altri uomini?” (L.V. Beethoven)

La vicenda umana del grande compositore è cosa nota: l’infanzia succube del padre alcolizzato e violento, la sordità che lo afflisse progressivamente, l’incapacità di accettare le regole sociali, gli amori disperati, la delusione dell’unico affetto, il nipote Karl.

Scontroso, dal carattere proverbialmente difficile, nella sua vita quotidiana, costruita intorno alla Musica, sembra che concedesse poco spazio ai peccati di gola. Molto spesso, concentrato com’era nel suo lavoro, dimenticava persino di mangiare!

Dei suoi gusti in fatto di cibo, si sa che alla carne preferiva il pesce, in particolare il nasello con patate. 
Ecco quindi una ricetta a lui dedicata:

Nasello con patate “alla Beethoven”
Ingredienti per 4 persone:800 g di nasello a trance

4 patate

1 rametto di timo e 1 di rosmarino
olio d’oliva

1 pizzico di sale e 1 pizzico di pepe biancoLavate, pelate le patate e tagliatele a rondelle sottili.
Ungete una pirofila con un filo d’olio, disponetevi metà patate e sopra a queste adagiate le trance di pesce. Aggiungete un rametto di timo e uno di rosmarino, un pizzico di sale e uno di pepe bianco, quindi ricopritele con le rimanenti rondelle di patate, irrorate la superficie con olio d’oliva versato a filo. Cuocete in forno preriscaldato a 200 gradi per mezz’ora e servite.
Riferimenti: http://www.classicaonline.com

La musica nell’età umanistico-rinascimentale – con files audio e spartiti


PARTE PRIMA

Contenuti: La scuola fiamminga, l’Italia, la nascita dell’editoria musicale. Files audio e spartiti

Diversamente da ciò che accadde in letteratura e nelle arti figurative, Quattrocento e Cinquecento non rappresentarono una rottura rispetto ai modelli medievali. Al contrario, la musica proseguì l?itinerario iniziato nel Trecento portando così al pieno sviluppo della polifonia.

Il movimento musicale predominante nell?epoca umanistico-rinascimentale fu la scuola fiamminga, fiorita tra XV e XVI secolo nelle regioni della Fiandra (che occupava all’incirca il territorio degli attuali Belgio e Olanda e Francia settentrionale) e della Borgogna.
Gli studiosi sono soliti distinguere diverse generazioni di autori che comprendono in due ampie fasi successive: la fase borgognona-fiamminga e quella franco-fiamminga, anche se il movimento nel suo insieme ebbe carattere internazionale, poiché i musicisti svolgevano spesso la loro attività in paesi stranieri diffondendo il loro stile in tutta Europa.

Il centro dello sviluppo della scuola polifonica fiamminga era spesso la cappella della cattedrale della città, di solito finanziata dalla borghesia benestante. Gli allievi, inizialmente ammessi come cantori, avevano l’opportunità di seguire un percorso di apprendimento musicale completo, in maniera simile a quello che accadeva altrove negli studium di arti liberali, in quello che fu uno dei primi esempi di scuola compositiva nella storia della musica occidentale.

Il carattere della polifonia fiamminga fu fortemente influenzato dalla scuola inglese, caratterizzata da consonanze per terze, e rivoluzionò così la pratica della polifonia ereditata dall’ Ars nova e dall’Ars antiqua basata su successioni di quarta, quinta e ottava. Ciò pose le basi per lo sviluppo di quella che sarebbe stata la teoria dell?armonia.

I fiamminghi praticarono in maniera innovativa le forme del passato, tra cui la Messa e il Mottetto, che divenne il luogo privilegiato della sperimentazione contrappuntistica e raggiunse livelli di incredibile complessità (citiamo ad esempio il mottetto “Deo Gratias” di Johannes Ockeghem, a 36 voci). Un?altra forma frequente della musica fiamminga del ’400 fu la Chanson profana, di derivazione francese e per lo più a carattere amoroso, a 3 voci e caratterizzata da una polifonia molto semplice.

I compositori fiamminghi si formarono prevalentemente nelle cappelle musicali delle città della Fiandra, e tra i maestri in questo ambito possiamo citare Guillaume Dufay, Johannes Ockeghem, Jachob Obrecht, Henrich Isaac, Pierre de la Rue e Josquin Despréz.

Leggi tutta la prima parte

PARTE SECONDA

Contenuti: Nicolas Gombert e Adrien Willaert, Orlando di Lasso, Forme vocali italiane: il madrigale, Luca Marenzio e Carlo Gesualdo. Files audio e spartiti

Nel cinquecento le maggiori cantorie della Fiandra continuarono a formare cantori che venivano assunti nelle cappelle d’Italia, di Francia, Germania e Spagna e ne costituivano l’ossatura. Anche i compositori Fiamminghi conservarono il primato per tutta la prima metà del secolo, e alcuni mantennero una notevole autorità e influenzata anche dopo quel termine. Calati nelle nuove e più diversificate realtà artistiche, molti di essi affrontarono con fortuna, a fianco delle creazioni di contenuto sacro, le forme profane nazionali delle quali cresceva l’importanza e l’interesse, a cominciare dal madrigale italiano.

Fedeltà alle concezioni tradizionali della scuola fiamminga contrassegnò la produzione di Ludwig Senfl, Nicolas Gombert e Jacobus Clements, mentre Adrian Willaert fu compositore più versatile ed aperto a nuovi orientamenti.

Leggi tutta la seconda parte

…. Continua….
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Nove mesi "con ritmo"

4 Giugno 2007 1 commento


Ascoltare musica può aiutare a rilassare e attivare le energie fisiche e mentali della mamma e del bambino
 
dal sito: www.guidagenitori.it

E? ormai noto che, fin dai primi mesi della vita intrauterina, il nascituro sente, ricorda, è consapevole e reagisce, tanto che la comunicazione tra madre e figlio comincia assai prima della nascita. L?istintivo e fortissimo legame affettivo tra madre e figlio che nasce dopo il parto ha origine proprio da questa forma primitiva di comunicazione che si sviluppa su molti livelli e comincia poco dopo il concepimento crescendo in complessità via via che il bambino si sviluppa.

L?udito del feto
Nell?utero il feto comincia a percepire i rumori grossolani alla 18^ settimana e alla 24^ è già in grado di percepire i suoni, sviluppando completamente il senso dell?udito nel corso della gravidanza. Il bambino infatti nei nove mesi vive in un mondo in penombra ma pieno di suoni. I rumori prodotti dal passaggio del cibo nell?apparato digerente, il ritmo della respirazione, il battito ritmato del cuore della mamma e lo scorrere del sangue attraverso la placenta, accompagnano il bambino dall?inizio alla fine della gestazione.
Il ritmo del cuore materno è il ritmo primitivo su cui si forma il nostro senso della musica.
Il feto è sensibile alla musica: cantare per il vostro bambino, suonare uno strumento durante la gravidanza, seguire un corso di musicoterapia sono modi assai gradevoli di comunicare con il nascituro.
Durante l?infanzia la musica costituisce un canale di comunicazione facilitato: il suono è un linguaggio universale, che non necessita di essere elaborato dal cervello, ma giunge direttamente alla sfera emotiva. Per questo la musica ha la proprietà di calmare e rilassare i bambini e di infondere in loro serenità.

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