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Archivio Gennaio 2007

Mozart e la cioccolata

29 Gennaio 2007 2 commenti


Notizie sul rapporto di Mozart con il cibo si possono trovare nell’epistolario e nelle opere.
Dalle lettere apprendiamo che gli piacevano le buone costolette, il vino brioso della Mosella, e che la gola era elemento di complicità con l’amico Schikaneder, ispiratore del suo interesse massonico.
Tra le opere, il “Don Giovanni” è tutto un susseguirsi di pranzi e cene, feste e banchetti, con una cucina ricca e sontuosa che esalta la golosità del protagonista: “Ah che barbaro appetito! Che bocconi da gigante!” commenta Leporello mentre Don Giovanni, privo di rimorsi per le sue malefatte, divora in pochi minuti un fagiano arrosto poco prima dell’arrivo della statua del Commendatore, invitata anch’essa a cena… 

Ma è in “Così fan tutte” che viene esaltato l’alimento preferito da Mozart: la cioccolata. 

Leggi tutto l’articolo e scopri una gustosa ricetta
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Successo di Francesca Patané, soprano senza veli all’Opera di Roma


RASSEGNA STAMPA – da: Il Corriere della Sera del 17/01

Fischiata la regia nuda di Albertazzi per Salome
Successo di Francesca Patané, soprano senza veli
di Valerio Cappelli

ROMA – La platea si è divisa ieri sera al termine della Salome con doppio nudo che ha aperto la stagione all’ Opera di Roma con Günter Neuhold sul podio. Successo personale per la protagonista, il soprano Francesca Patané. Non pochi fischi, invece, alla regia di Giorgio Albertazzi, che alla fine dello spettacolo, dopo essere comparso sul palco con gli interpreti, se ne è andato da solo, forse indispettito. Il regista aveva pensato a un prologo in prosa, per condurci nell’ opera di Richard Strauss, avviato da un colpo di gong e una rullata di tamburi. All’ inizio gli attori che impersonano Erode e Erodiade hanno la parte sul leggio, dietro un tulle traslucido, ma procedono con enfasi su una materia già calda di suo: basterebbero gli occhi lussuriosi di Erode sulla figliastra, una ragazzina vispa che sa quello che vuole, Salome. La sua presenza è affidata a Maruska Albertazzi, altro doppio (all’ anagrafe ma senza parentela col regista). In realtà l’ attrice (in passato Fallo! di Tinto Brass) è completamente senza veli e tutta depilata nell’ ultima apparizione che dura qualche secondo: per il quarto d’ ora a sua disposizione indossa un camicione color glicine la cui coda solleva ogni tanto come un velo fino all’ altezza degli occhi, secondo l’ usanza delle povere donne vittime dei talebani. La voce è acidula-infantile come vuole Albertazzi, affascinato dalla crudeltà innocente di Salome. Quando se ne va per le scale, riecheggia la musica ed entra in scena il soprano Francesca Patané. Era da 60 anni che una cantante italiana non era Salome a Roma. Il suo è un quasi nudo negli 11 minuti della Danza dei sette veli, circondata da quattro ballerine, i capelli rosso fuoco, porta una calzamaglia color carne fornita di tatuaggi sulle caviglie, i capezzoli al vento guarniti di fiocchetti. Lei danza per Erode (Reiner Goldberg), si muoverà come una marionetta, ma con la testa flirta con Jochanaan (Annoshah Golesorkhi) di cui s’ è incapricciata. Francesca ha le gambe spalancate davanti alla prigione del Battista, e più che erotismo è un tocco di volgarità. La voce che annuncia il Messia è cieca di fronte alla bellezza di Salome; il prologo che non aggiunge ma toglie e attinge a piene mani al poema di Oscar Wilde da cui tutte le note muovono. Il Battista con la voce registrata di Albertazzi gliene dice di tutti i colori: figlia di Sodoma, dell’ adulterio, di una madre incestuosa. Con il suo rifiuto ostinato ci rimetterà la testa. La prigione d’ un tratto si rovescia e diventa l’ enorme testa reclinata del Battista su cui la Patané si arrampica cercando di baciarne gli occhi bui come una caverna dove vivono i draghi. È un tocco d’ invenzione. Gli accadimenti vengono già raccontati da Strauss, la musica qui «è» già la storia che indaga le oscure zone della coscienza. La luna, bizzarra, umorale, imprevedibile come Salome, è di tutte le forme e colori, e lei sì, come dice Wilde, è nuda e si toglie di dosso le nuvole. L’ azione è cosparsa di sangue? Ecco che il pavimento è rosso, mentre le mura sono sormontate da una balaustra che fa tanto «Titanic».

Leggi Tutti gli articoli sull’argomento e sul mondo della musica classica in generale su Classicaonline nella Rassegna stampa

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LA PADANIA HA UN CUORE ANTICO: COSI’ MODENA RIVIVE I FASTI ESTENSI.


LE NOSTRE INTERVISTE

LA PADANIA HA UN CUORE ANTICO: COSI’ MODENA RIVIVE I FASTI ESTENSI. Intervista a Enrico Bellei, direttore artistico del Festival “Grandezze & Meraviglie”

di ELENA PERCIVALDI

C’era un tempo in cui Modena era una piccola, ma agguerrita, “capitale” della musica. Stiamo parlando ormai di ere geologiche fa, visto che dal 1598, anno in cui fu eletta sede della corte estense, è ormai trascorso la bellezza di mezzo millennio. Proprio grazie agli Este, alla loro sensibilità artistica e al loro mecenatismo, la piccola capitale padana riuscì – soprattutto nel Seicento – ad essere protagonista di una vera e propria “età dell’oro” musicale, testimoniata dalla ricchissima e universalmente conosciuta sezione di musiche manoscritte o a stampa custodite dalla Biblioteca Estense: un punto di riferimento importantissimo per gli studiosi e i cultori della materia, che possono liberamente spulciare l’ampia collezione di note composte tra il Trecento e il Settecento, facendo anche qualche interessante scoperta. Fasti antichi e ormai passati? Niente affatto. Anche perché nel 2000, proprio allo scopo di rivivere e riscoprire la grandeur rinascimentale e barocca del territorio modenese, è stata costituita da un gruppo di volenterosi l’Associazione Musicale Estense. Da allora, molta strada è stata fatta, anche e soprattutto grazie al Festival Grandezze & Meraviglie, che ha riportato all’attenzione del pubblico di specialisti e appassionati, spesso con coraggio, un repertorio ormai quasi dimenticato. Ne parliamo con Enrico Bellei, segretario dell’Associazione e direttore artistico del Festival, che ha da poco chiuso con successo la nona edizione. (continua)

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Classicaonline in cucina

23 Gennaio 2007 2 commenti


Ecco un’altra ricetta del nostro golosone Rossini, parente stretta dei Tournedos:

Costolette d?agnello alla Rossini

Tempo Richiesto: 60 minuti
Difficoltà: media
Per numero persone: 4

Ingredienti:
4 costolette d?agnello
80 gr di paté di fegato d?oca tartufato
pane grattugiato
1 uovo
60 gr di burro
1/2 kg di piselli
1/2 cucchiaio di zucchero
sale
foglie di menta
salsa alla menta

Preparazione:
Incidere le costolette d?agnello in modo che risultino da ognuna due fettine sottili. Mettere fra una fettina e l?altra il paté e richiudere bene, sigillando i bordi con poco paté. Passare le fettine prima nell?uovo sbattuto e salato e poi nel pane grattugiato. Porle in una padella con il burro sciolto e farle cuocere per 30 min. ca. Preparare i piselli, lessandoli in acqua salata a cui sia stato aggiunto 1/2 cucchiaino di zucchero. Terminata la cottura, disporre le costolette su un piatto da portata, mettendo al centro i piselli e un ciuffetto di foglie di menta. Servire a parte la salsa di menta.

Buon appetito!

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CD/DVD: CONCERTO DI CAPODANNO 2007


Dal nostro inviato:
CD/DVD: CONCERTO DI CAPODANNO 2007
Wiener Philharmoniker ? Zubin Mehta
2 cd Deutsche Grammophon 4776225, oppure 1 dvd 0734188
Interpretazione: magnifica.

Con il consueto tempismo, nemmeno quindi giorni dall?evento, ecco che l??unico? vero concerto di Capodanno, quello di Vienna, è prontamente riversato su cd e su dvd. Tra l?altro, questo del 2007, è tra i più belli di quegli ascoltati negli ultimi dieci anni…
Leggi il seguito su Classicaonline.com: CONCERTO DI CAPODANNO

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Chi ben comincia è a metà dell’opera


Cose c’è di meglio per incominciare una buona settimana se non farsi quattro sane risate ?? Leggete qua e troverete tutto quello che è stato detto sulla musica classica e che non avreste mai voluto sentire…

Che tragedia!
“L’opera lirica e’ un posto dove un uomo viene pugnalato e, invece di morire, canta.” (Leopold Fechtner, 27 dicembre 2004). “. (Anonimo – tratta dalla rete, 30 giugno 2004).

IPSE DIXIT !!!

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GRATIS Themes per desktop e per cellulari

19 Gennaio 2007 3 commenti


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Classicaonline in cucina: Tournedos Rossini

19 Gennaio 2007 2 commenti


Buon giorno a tutti! Mi presento: sono Laura e appartengo allo staff di Classicaonline. Potete rivolgermi a me per qualsiasi problema riscontrerete sul nostro sito, per darci i vostri suggerimenti, per chiedere informazioni sui nostri servizi o semplicemente per… fare quattro chiacchere!

Oltre, diciamo così, agli articoli “seri” che vedete ampiamente presenti su Classicaonline, inserirò su questo blog qualche curiosità sul “magico” mondo della Classica e non solo, in modo da poterci… divertire insieme!

Data l’ora… che ne direste di iniziare con la più famosa RICETTA DI CUCINA “musicale”?

***

Tournedos Rossini

?Non conosco una occupazione migliore del mangiare, cioè, del mangiare veramente. L’appetito è per lo stomaco quello che l’amore è per il cuore. Lo stomaco è il direttore che dirige la grande orchestra delle nostre passioni?. Questa frase di Gioacchino Rossini(1792-1868) ci fa capire la grande devozione e passione del maestro pesarese per il cibo.
Due sono le storie riguardanti i tournedos Rossini. Una narra che fu lo chef Casimir Moisson del ristorante Maison Doreé ad avergliela dedicata. La seconda invece narra che Rossini al café des Anglais a Parigi insistette per vedere lo chef mentre cucinava il suo pasto. Siccome lui continuava ad interferire su come il cuoco cucinava, il poveretto garbatamente osò obiettare sulla sua costante interferenza ed il maestro di rimando “et alors, tournez le dos!” E allora voltate la schiena!

E ora ecco la ricetta:

Per 4 persone:
4 fette di pan carré
150 g di burro
4 fette di Foie gras
4 cuori di filetto da 120 g cad
2 cucchiai di olio di oliva
sale e pepe q.b.
12 fettine di tartufo nero

per la salsa:
3 cucchiai di Madeira
1 cucchiaio scarso di maizena
200 ml di brodo di pollo/dado
sale e pepe q.b.

Tagliate con l’apposita forma tonda le fette di pane in modo che abbiano all’incirca il diametro dei filetti, friggettele in 50 g di burro da entrambi i lati e tenete in caldo.
In una padella antiaderente fate saltare il foie gras in 50 g di burro da entrambi i lati ed a fuoco basso. Teneteli poi in caldo. Nella stessa padella aggiungete ora 2 cucchiai di olio ed il burro rimanente, cuocete a fuoco vivace i 4 filetti, due minuti per parte, in modo che vengano piuttosto al sangue, salateli, pepateli e adagiateli sui crostoni di pane. Saltate ora le fette di tartufo nei succhi di cottura della carne e deponete su ogni filetto il foie gras ed i tartufi. Sempre nella stessa padella, sciogliete i fondi di cottura con due cucchiai di Madeira, poi aggiungete il brodo e portate ad ebollizione. Addensate la salsa aggiungendo la maizena sciolta nel resto del Madeira e aggiungete per finire un pizzico di sale. Mescolate bene, passate la salsa al colino e versatela sulla carne.

(dal sito Mangiarebene)

Buon appetito!

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ANGELI MUSICANTI. Un itinerario musicale tra le chiese di Varese

19 Gennaio 2007 2 commenti


Musicologia: ANGELI MUSICANTI. Un itinerario musicale tra le chiese di Varese (seconda parte)
L?angelo costituisce uno dei modi per descrivere la presenza di Dio-armonia in mezzo agli uomini.
ANGELI MUSICANTI. Un itinerario musicale tra le chiese di Varese

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Troppo stress in ufficio? Canta che ti passa!


Medicalsound – Musicoterapia: Troppo stress in ufficio? Canta che ti passa!
Boom di corsi aziendali per curare il «mal di lavoro»: massaggi, meditazione, rottura di piatti e lezioni di training canoro
Negli Usa la spesa «anti nervosismo» è di 200 miliardi.

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